Da ragazzo vedevo le vacanze come l’unica forma di libertà che la mia vita potesse restituirmi.
Vivevo una vita comune a quella di tanti adolescenti: fatta di scuola, regole, divieti, doveri e sogni. L’arrivo dell’estate rappresentava la possibilità di ritrovare un tempo diverso. Un tempo lento. Un tempo infinito. Quel tempo che sembra non finire mai e che, per un istante, riesce quasi a convincerti di essere immortale.
Oggi il tempo è cambiato. O forse è cambiato il nostro modo di abitarlo.
Abbiamo imparato a riempire ogni istante di pensieri, impegni, obiettivi e progetti, come se il fare fosse l’unico luogo in cui poter trovare significato. Arriviamo alle vacanze già esausti, talmente carichi di tensioni che nemmeno il riposo sembra sufficiente a riequilibrare la confusione accumulata nei mesi precedenti.
E così ci ritroviamo con quella sensazione frustrante: che le vacanze non siano servite a nulla. Che siano passate troppo in fretta. E che tornare alla quotidianità richieda uno sforzo persino maggiore di quello necessario prima di partire.
Negli ultimi anni, per me, le vacanze hanno smesso di essere soltanto una pausa. Sono diventate luoghi di scoperta, di conoscenza e di esplorazione. Occasioni preziose per riconnettermi con parti di me che la routine aveva lentamente anestetizzato.
Ho capito che il vero riposo non nasce dal fare meno, ma dal concedersi di sentire di più.
Autorizzare l’accesso a emozioni che durante l’anno teniamo chiuse a chiave. Fermarsi abbastanza a lungo da ascoltare ciò che, nel rumore quotidiano, non riusciamo più a sentire. Ricordarsi che il tempo che ci è dato non è un diritto acquisito, ma un dono fragile e irripetibile.
Per questo il mio augurio, per queste vacanze, non è semplicemente quello di riposarvi.
Vi auguro di ritrovarvi.
Di concedervi il lusso della lentezza, del silenzio, della meraviglia. Di guardare un tramonto senza fotografarlo, di fare una passeggiata senza una meta, di ascoltare una persona senza controllare il telefono.
Perché, forse, il vero viaggio non è quello che ci porta lontano da casa, ma quello che ci riporta, finalmente, dentro noi stessi.
Buone vacanze. Abbiate cura del vostro tempo. E, soprattutto, abbiate cura di voi.




