Sono passati solo pochi giorni dalla fine di Expo 2026 a Treviso, e il primo pensiero va a tutte le persone che abbiamo avuto la fortuna di incontrare durante questa straordinaria manifestazione.
Dal canto mio, l’emozione più grande è stata il piacere — e l’onore — di incontrare individui curiosi, appassionati, in cerca di strumenti, ma soprattutto persone con anime vive, accese, desiderose di mettersi in gioco.
È stata un’esperienza che ha portato valore e crescita a tutti noi dello studio, lasciandoci una consapevolezza importante: quando è la passione a guidare, ogni opportunità si trasforma in possibilità di crescita personale.
Abbiamo colto emozioni autentiche. Le abbiamo viste negli occhi delle persone, nella curiosità con cui si sono avvicinate al nostro progetto, nell’attenzione e nel riguardo che tutti i partecipanti hanno dedicato alla presentazione di Risolversi per risolvere. Un’attenzione che, a tratti, toglieva il fiato.
Durante quella presentazione abbiamo parlato di identità, desiderio, coraggio, amore, bene. Temi che non appartengono solo alla nostra esperienza professionale, ma che prendono forma concreta nell’incontro con l’altro.
Quella vissuta è stata una giornata che porteremo nel cuore.
Un grazie sincero al team, in primis a Giorgia, e in particolare a Silvia e Valentina, a tutti gli organizzatori di Expo 2026, a Studio Vitae, alla mia casa editrice Effatà e soprattutto a tutte le persone che, ogni volta, ci regalano storie di valore.
Il viaggio continua.
Ci vediamo sabato alle 10:30 all’Università di Pavia per parlare di social network e del loro impatto educativo.
E vi aspetto il 31 maggio al Teatro Satiro Off di Verona per Risolversi per risolvere – Del coraggio e dell’amore.
Un caro saluto,
DOC




