Seduti schiena contro schiena, legati da un filo che non si vede. Non è silenzio: è una
danza. E ognuno sta ballando il suo ruolo, senza nemmeno accorgersene.
Ti è mai capitato di tornare a pranzo dai tuoi e, dopo 10 minuti, ritrovarti a 35 anni a fare
esattamente la parte che facevi a 16 anni?
Quello che mette pace. Quello che fa arrabbiare tutti. Quello che non sbaglia mai.
Nessuno ha fatto un patto in famiglia per decidere chi fa cosa. Eppure la balliamo da anni,
questa danza invisibile.
E’ un po’ come nel labirinto di Arianna. In famiglia ti perdi facilmente tra gelosie infantili,
preferenze che non si dicono, regole che nessuno ha scritto ma tutti rispettano. Solo che
quel filo è fatto anche di ruoli che vi siete dati da bambini. E ogni volta che vi incontrate, vi
tira automaticamente al vostro posto.
Il “bravo” non sceglie di esserlo, ma succede. Magari a sei anni vede sollievo negli occhi
dei genitori e capisce che non dare problemi significa essere amato. Da lì ogni pagella
scolastica e ogni piatto finito diventano dei mattoni di un’identità; non è una decisione, è
un adattamento.Il “ribelle” occupa il ruolo opposto per esistere, non per cattiveria, ma perché è l’unico
spazio libero. Il no, la porta sbattuta, la nota sul diario sono un modo per dire “ io ci sono”
dentro una famiglia che sembra aver assegnato, inconsapevolmente, tutte le parti.
Riflessioni per ognuno:
Quale ruolo stai ballando da una vita? E cosa succederebbe se domani decidessi di
fermarti un giro?
Nessuno resta fermo se tu ti muovi!
Dott.ssa Francesca Castagna
Psicologa e Psicoterapeuta
Certificata EMDR




